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Project_3

Bando di concorso di idee per un progetto di riqualificazione dell’area dell’ex parco bombrini di Cornigliano e delle aree limitrofe

 

 

doppiomisto con Marco Tamburini, Fabrizio Verde

collaboratori: Kendra Gardner, Marco Strona

 

Il concorso ha per oggetto la riqualificazione dell’area dell’ex Parco Bombrini di Cornigliano e delle aree limitrofe, proponendone la riconversione da industriali ad aree a servizio dell’abitato di Cornigliano: verde pubblico attrezzato, commercio, residenza, attività culturali, sportive e scolastiche , parcheggi, collegamento pedonale con l’area della Fiumara in attraversamento del torrente Polcevera costituiscono le funzionalità principali da articolare all'interno della proposta progettuale. In particolar modo è stato richiesto di valutare attentamente l’opportunità di conservare, anche parzialmente, alcune delle strutture industriali da dismettere, per convertirle a nuovi utilizzi, tali da poter costituire fondali o contenitori per opere di arte contemporanea o tali da poter accogliere attività ed eventi ad essa attinenti.

Le connessioni tra gli spazi naturali unite alla valorizzazione di acqua e suolo, contribuiscono alla compensazione ambientale e al potenziamento ecologico di aree fortemente inquinate e aprono nuove condizioni di vivibilità della città, offrendo spazi pubblici fruibili, vicini alle abitazioni e fortemente integrati fra loro. Un passo obbligato verso la costruzione di una rete ecologica che innervi gli insediamenti per garantire l’integrazione tra gli elementi naturali e le esigenze dell’abitare urbano. Conforma il cuore del progetto un unico spazio aperto, costituito da parti verdi alternate a parti pavimentate, che si alza modellato su più livelli verso il Polcevera per traguardare la strada lungofiume e ospitare al suo interno le superfici del complesso scolastico. Lo spazio verde si connette ai Giardini Mel e poi al sistema naturale delle colline. Al suo interno si inserisce uno specchio d’acqua in continuità con il torrente, possibile espansione dell’alveo e dell’oasi faunistica prevista in questo tratto di fiume. Il borgo di Cornigliano rientra in contatto con l’acqua e un nuovo waterfront ne definisce la sua contiguità. Una passeggiata alberata posta lungo il tracciato da dismettere della ferrovia, raggiunge il parco dell’area Ansaldo al di là del torrente. Nello stesso tempo questo spazio aperto si dilata verso il torrente e l’area del Distripark, integrando spazialmente i due settori interrotti dal viadotto del nuovo lungomare e raggiungendo l’area della foce. Una piccola darsena e un lago artificiale che si viene a realizzare nella vasca di decantazione dei rifiuti industriali opportunamente bonificata, completano il disegno del sistema ambientale

 

 

Il riuso dei contenitori cilindrici deve essere inteso come opportunità per trasformare una presenza percepita negativamente da parte degli abitanti, in un luogo centrale della percezione e delle attività, cercando di non cancellare definitivamente le tracce della memoria industriale.
Recuperati come edifici polifunzionali, essi ospitano tutte quelle attività proprie di una nuova centralità definite dal bando.
L’estrema flessibilità degli spazi e le possibili articolazioni tra moduli funzionali integrati consente l’insediamento delle attività direzionali, sportive e per il tempo libero per un totale di 7.500 mq.
La libertà compositiva, suggerita dalle forme dei grandi volumi cilindrici, rende ancora più evidente la possibilità di sperimentare tecnologie avanzate ed innovative per creare un luogo a totale autosostenibilità energetica.

 

 

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Ancora le forme circolari definiscono i volumi destinati allo spostamento del polo scolastico: ipogei rispetto al livello del grande spazio connettivo, essi non sono per questo privi di illuminazione naturale che penetra negli edifici attraverso i lucernai e le grandi pareti vetrate che definiscono i giardini interni ad uso esclusivo degli allievi.
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La centralità dei luoghi si rafforza con la previsione di due gruppi di edifici a destinazione mista (residenziale e commerciale) che, ancora una volta, sono immaginati come edifici estremamente flessibili e permeabili alla percorrenza pedonale secondo le linee di desiderio che consentono agli abitanti di fruire dell’intero insediamento. Le nuove volumetrie di recupero della superficie della rimessa (12.000 mq) si inseriscono sulla fronte ovest della piazza della nuova stazione, definendo lo spazio e completando le fronti urbane lungo via Brighenti, ma lasciando una forte permeabilità verso piazza Metastasio. L’altro nucleo residenziale si pone a sostituzione degli edifici esistentitra via G. D’Acri e il parcoBombrini.
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